— IL PRESIDENTE PRO LOCO QUADRATUM GERARDO GIUSEPPE STRIPPOLI

Nonostante tutto, l’arte non si ferma.  La pandemia di COVID-19, che ci attanaglia ormai da tempo, ha costretto anche musei e gallerie d’arte a chiudere i battenti per frenare il contagio. Molte esposizioni e mostre, in ogni parte del mondo, sono state cancellate oppure rimandate al prossimo anno. Ma il nostro storico “Pendio” ha avuto la forza di resistere e di reagire, con i suoi 29 artisti che  hanno partecipato alla sua 52^ Edizione e che accogliamo con un caloroso benvenuto. Questa ormai matura e consolidata nostra manifestazione culturale, appuntamento di risonanza nazionale, non poteva mancare nel programma dell’Estate Coratina. Nel pieno del lockdown il “Pendio” è stato capace di mobilitarsi e dare anche un segno di innovazione, per aprire virtualmente le sue porte agli spettatori con una mostra online. “Il Pendio” rimane una grande opportunità, per noi organizzatori, per gli artisti e gli innumerevoli visitatori,  di fruire per una settimana, non solo dell’esposizione artistica, ma anche del cuore del nostro centro storico, che si trasforma, almeno per una volta, nel “salotto” della città, altrimenti abbandonato e continuamente ferito e deturpato. Rivolgo sinceri apprezzamenti e ringraziamenti al Presidente di Giuria e a tutti i componenti. Un rinnovato e sincero grazie di cuore va rivolto al Commissario Straordinario, Dott.ssa Paola Maria Bianca Schettini, per la sensibilità dimostrata, alla Regione Puglia, alla Famiglia Mastromauro titolare del Pastificio “Granoro”, al Not. Claudio La Serra, alle famiglie Perrone-Riti, Torelli, Simeone, al Not. Vittorio Fabbri, alla “Perrone Global Service”, all’Avv. Renato Bucci, alla Soc. Coop. SPORE, al Centro Studi “Barletta in Rosa”. Grazie a coloro, tra i volontari della Pro Loco, che si sono impegnati nelle varie fasi organizzative e nell’allestimento.  

— IL COMMISSARIO STRAORDINARIO DI CORATO PAOLA MARIA BIANCA SCHETTINI

Le limitazioni determinate dall’emergenza da
coronavirus certamente non hanno allontanato i cittadini dalla voglia di cultura e dal desiderio di riappropriarsi del territorio e delle sue tradizioni.Ed è questa consapevolezza che ha spinto l’Amministrazione, pur con le dovute precauzioni e con i limiti imposti dalla situazione emergenziale, a dare spazio alle manifestazioni dell’ESTATE CORATINA, non tralasciando eventi storLe limitazioni determinate dall’emergenza da coronavirus certamente non hanno allontanato i cittadini dalla voglia di cultura e dal desiderio di riappropriarsi del territorio e delle sue tradizioni. Ed è questa consapevolezza che ha spinto l’Amministrazione, pur con le dovute precauzioni e con i limiti imposti dalla situazione emergenziale, a dare spazio alle manifestazioni dell’ESTATE CORATINA, non tralasciando eventi storici come il “PENDIO”. Anche quest’anno, grazie alla Pro Loco cittadina che, in un momento così difficile, ha saputo reagire proponendo, con coraggio, nuove “modalità di fruizione” per riavvicinare i visitatori all’arte, viene riproposta la tradizionale manifestazione riservata ai giovani artisti del Mezzogiorno d’Italia. Nella ferma convinzione che la città di Corato desidera tornare a frequentare i “luoghi della cultura” ringrazio gli organizzatori e gli artisti che hanno raccolto questa sfida, certa che la risposta dei cittadini sarà altrettanto generosa ed entusiasta.

— IL PRESIDENTE DELLA GIURIA MICHELE ROCCOTELLI

La 52° edizione de “Il Pendio” istituito per celebrare e valorizzare artisti giovani, che non abbiano superato il quarantesimo anno di età, con valenza artistica, presenta quest’anno ai cittadini Coratini e non solo, anche ai turisti, che frequentano ormai la città in questo periodo di vacanza, opere di indubbia importanza artistica . La giuria formata da artisti, critici e cultori d’arte ha designato in comune accordo il premio più importante ad Antonio Giannini. Non è   stato   difficile individuarlo vincitore ed offrire il premio acquisto di euro 1500 alla sua opera dal titolo “Quel sottile filo rosso”. Anche le altre opere meritano il plauso del pubblico e della giuria, che ha apprezzato e li ha giudicati all’unanimità. Ci si aggira, storditi nelle opere presentate, fra l’ordine e il caos, opere che valorizzano la natura, ed altre che portano la figura a temi di presente attualità: i fili d’erba o case e figure, le forme astratte le porta il vento lasciando i roridi succhi. Si è saputo ammirare la sapienza meramente pittorica di ogni artista, e ai pochi grafici, la felicità nel disporre forme e colori; c’è chi ha espresso il suo subdolo gusto per inocularci anche dolcissimi veleni. Guardando le opere nell’insieme della collettiva, ci si reagisce con le vibrazioni del nostro animo, si ha la sensazione di sentire nella pittura di ognuno di loro, di interagire con loro e appropriarcene gelosamente. Ed è questa l’Arte. Ed è questa l’importanza della collettiva della mostra del Pendio, che oltre tutto valorizza il premiato che con la chiarezza e concettuale teatralità, ha permesso di vendere l’opera che verrà affidata al Notaio Claudio La Serra .Ci si augura che per il premio Pendio, che resiste da 52 anni, sia il momento magico per risvegliare gli animi dopo l’incredibile chiusura per la pandemia dovuta al covid, che ha turbato l’animo, bloccandolo in tutti i campi e maggiormente nell’Arte. Le autorità locali trovino anche i fondi per perfezionare e rendere il Premio di più grosso spessore culturale e a livello nazionale se non addirittura internazionale. Le opere presentate fanno il dialogo intimo con le diverse tecniche e messaggi tematici, che noi tutti ci portiamo dentro: arte labirintica, anche profonda e sincera, ma sempre congiunta all’anima del mondo che ci sta attorno, che ci entra da tutti i sensi ed esprime i desideri del cuore, della mente e dell’immaginazione. Gli artisti hanno comunicato tanta voglia di apprendere e di fare, di costruire ed esprimere, di capire è capirsi per raccontare e raccontarsi nel  loro lavoro, svolto con autentica passione e totale dedizione. Le opere per il concorso del Pendio diventino sempre più numerose nel futuro e spero si ripristini, presto, per fare sfoggio nelle stradine particolari della città di Corato. Opere che comunicano un percorso di soggetti, i più disparati, temi sulla natura a rappresentazione realistica o surreale, informale ed impressionistica, opere che si fondono nella magia di esperienze autenticamente vissute, con nostalgica e vivida immersione all’arte quale contemplazione anche visiva, utile per il raggiungimento della tanto agognata “Bellezza. Non è forse vero che la bellezza si sogna, già solo rinominandola?”

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